Passione: Il Dio Crocifisso

Passione: Il Dio Crocifisso

Passione: Il Dio Crocifisso

PASSIONE: IL DIO CROCIFISSO

Premessa. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? 
La Croce, strumento e simbolo della morte violenta, è diventata il simbolo principale dei cristiani. E’ presente in ogni casa, è posta al centro della chiesa, la si vede sopra ogni campanile e ai piedi di ogni tomba. Con il segno della croce si benedicono le persone, si inizia e si termina ogni celebrazione eucaristica.

1. Il Crocifisso. Eppure, secondo la mentalità israelitica l’uomo appeso
 alla croce è espulso dal popolo, escluso dalla benedizione, è
 maledetto da Dio. La fede cristiana nel Crocifisso, fin dagli inizi, risuonava per i romani come per i greci, cioè per i cosi detti 
pagani, una bestemmia. Infatti la Croce di Cristo è scandalo per 
gli ebrei e follia per i greci (pagani). La croce non è amata, non può esserlo. E tuttavia soltanto il Crocifisso procura una libertà capace di trasformare il mondo, perché essa non teme più la morte. Così, anche oggi la croce del Cristo resta scandalo e follia.

2. Il Cristo Gesù Crocifisso. Richiamandosi al Crocifisso, la chiesa e la fede cristiana si appellano al loro giudice più severo e al liberatore più radicale, che la sottrae dalla menzogna e dalla vanità, dalle brame di potenza e dal timore. La Croce del Cristo, piantata nella storia umana, critica ogni ideologia e idolatria, ogni superstizione e utopia terrena. Credere nel Crocifisso, allora , non è un dato così ovvio come potrebbe suggerirci la nostra abitudine cristiana. Infatti, ci riporta a Colui che non è stato crocifisso su un altare, tra due candelabri, ma sul calvario dei reietti, fuori dalla città, tra due ladroni. Questo Crocifisso ci introduce nella comunione con i reietti, gli emarginati, con i falliti e con gli sconfitti della storia, con coloro che sono senza Dio. 
‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’ è il grido di abbandono che attraversa l’umanità. Esperienza drammatica dell’assenza di Dio. E così, il Dio crocifisso diventa contraddizione. Accettare la croce è accettare questa contraddizione e fare della croce, non un idolo o un feticcio, ma sempre il segno di comunione e di liberazione.

3. Il Crocifisso rivela l’amore misericordioso di Dio.  Dio nella croce del Figlio ci rivela il suo infinito amore e si manifesta come Amore misericordioso per ogni uomo, e per sempre. Dall’alto della Croce Dio sottrae a sé tutta l’umanità affamata di amore ed assetata di giustizia. Dalla Croce inonda del suo Amore, del suo Spirito ogni creatura. Cristo Gesù ha scelto di morire perché ha scelto la fedeltà al Padre e ai fratelli. Scegliendo liberamente la croce, ha scelto tutti i crocifissi della storia, le vittime innocenti del denaro, del privilegio, del dominio. E dall’alto della Croce Cristo ha scatenato le nuove forze della liberazione e della salvezza.

4.Il Crocifisso interpella sempre e tutti   Chi è Dio sulla croce di Gesù abbandonato da Dio? Qual è il senso del Dio crocifisso in una società opulenta che procede su strade disseminate di cadaveri? Occorre guardare il Crocifisso: ’Guarderanno a Colui che hanno trafitto’. Restiamo allora ai piedi della Croce del Cristo e portiamo il nostro abbassamento, il nostro svuotamento, la nostra spogliazione, la nostra povertà e miseria, il nostro peccato. Contempliamo il volto misericordioso del Crocifisso per amore. Restare ai piedi della Croce, infatti, è vegliare e pregare con Cristo che, risorto, è in agonia per quelli che conoscono la prova soprattutto sulla terra, è affidargli i nostri fardelli e quelli degli altri, è anche andare alla fonte del perdono di Dio per vivere da riconciliati nella vita quotidiana. Contempliamo ora e sempre il Cristo Crocifisso: scandalo dell’amore non amato, abbandonato, percosso, tradito, oltraggiato, calpestato, rifiutato, trafitto...

Conclusione.  Facciamo nostre le parole di Papa Paolo VI: ”Che ciascuno di noi faccia nella propria coscienza personale l’esperienza della Via Crucis e dica a se stesso: io sono stato amato fino alla morte da Cristo. Provi ciascuno ad avere coscienza di questo vivo, personale, infinito amore. Nessuno escluda se stesso. La vittoria della croce è la vittoria dell’amore di Cristo. E’ l’alba della luce, è la rifioritura della nuova vita che verdeggia sul tronco della Croce”.

 

Don Edmondo Lanciarotta  -  Parroco

 

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