Pasqua: Il Dio Risorto

Pasqua: Il Dio Risorto

Pasqua: Il Dio Risorto

Pasqua: Il Dio Risorto

Premessa.
Anche oggi e sempre risuona questo straordinario annuncio: “cercate Gesù, il crocifisso? Non è qui. E’ Risorto!”. Oggi e sempre siamo inviati, come singoli e come chiesa ad accogliere questa Parola, che  viene offerta a tutti. Allora, aiutiamoci a credere che Gesù, il crocifisso per amore, è risorto, ed è vivente in mezzo a noi.

1. Chi è risorto? Il crocifisso.
Il Risorto è il Cristo Crocifisso.
E’ risorto Colui che ha conosciuto e conosce l’orrore del corpo trafitto, che ha conosciuto l’anima turbata ed afflitta, il disprezzato dagli uomini, il fratello dei disperati, che ha conosciuto e conosce quotidianamente lo strazio e lo scempio dei corpi umani: Costui è risorto.
E’ risorto Colui che ha percorso la distanza infinita tra Dio e l’uomo, tra Dio e ciascuno di noi; che ha conosciuto la disperazione del vuoto misterioso tra Dio Padre e Dio Figlio; che ha conosciuto l’assenza assurda e totale di Dio ed ha sperimentato lui pure di essere abbandonato da Dio.
E’ risorto Colui che ha avuto e continua ad avere sete di ogni uomo e di tutto l’uomo, che si consegna e si lascia perdutamente inchiodare ad ogni umanità povera e trafitta, confusa e crocifissa.
E’ risorto Colui che ha sete di ogni uomo e donna, che desidera ardentemente partecipare alla vita umana e condividere profondamente ogni piega della nostra umanità: Costui è risorto. E’ risorto Colui che è sceso nel sepolcro della morte e discende nel sepolcro di ogni morte e in tutti i sepolcri di tutti i morti e che vive nel silenzio della morte. Così che, pure la morte, fratelli cari, è lo ‘spazio di Dio’.
Questo Crocifisso risplende nelle tenebre di ogni uomo ed annuncia ancor oggi e per sempre che nei sepolcri non ci sono i morti: nei sepolcri c’è Cristo vivente e tutti i morti vivono perdutamente per l’eternità in Dio vivo, il Crocifisso e Risorto, il Vivente in mezzo a noi.
E’ risorto Colui che ha fatto della sua vita un dono totale, perpetuo, indivisibile ai fratelli in obbedienza al Padre; Colui che ha consegnato perdutamente la sua vita, che si è lasciato mangiare dall’umanità affamata di amore e bisognosa di perdono ed ha lasciato nel segno dello ‘spezzare il pane, il luogo silenzioso della sua presenza perenne.

2. Lasciamoci amare dal Crocifisso Risorto.
E allora, fratelli e sorelle carissimi, lasciamoci amare dal Signore Crocifisso e Risorto e percepiamo il disegno misterioso del Padre che si pone a fianco di ciascuno di noi e di ogni uomo per ricondurci a vivere pienamente nella figliolanza del Figlio e per restituire nel cuore dell’uomo il volto del Padre, in modo che nel volto di ogni uomo possiamo scoprire il volto del Figlio obbediente al Padre.
Lasciamoci amare dal Signore e continuiamo ad amare per poter credere sempre più in profondità rinunciando così a tutte le ideologie e sicurezze e mentalità che ostacolano l’incontro con la Verità, quella che dà senso e significato al nostro vivere e patire, quella che ancora non conosciamo nella sua luminosità splendente, ma che continua ad inquietarci nei nostri cuori.

Conclusione.
E’ Pasqua. Questo è il senso profondo della nostra fede e della nostra speranza, della gioia e di ogni esultanza, la fonte di questa festa e di ogni festa, il senso dei nostri banchetti e dei nostri amori.
E’ Pasqua ancora.

D. Edmondo Lanciarotta  -  parroco

 

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