Maria, il sì della fede e dell’ascolto

Maria, il sì della fede e dell’ascolto

Maria, il  sì della fede e dell’ascolto

Maria, il  sì della fede e dell’ascolto

 

Premessa.
In maniera sbrigativa alcuni dicono che tutto è stato facile per Maria a  motivo di privilegi di grazia. La sua fede invece è esemplare per ogni credente, valida e attuale per noi oggi, come lo è stato per i primi discepoli nella comunità cristiana primitiva, a  partire  dall’ascolto della Parola di Dio.

1. Maria modello dell’ascolto.
Fin dagli inizi Maria non viene  presentata come un soggetto di culto, ma piuttosto come una credente, anzi, come la
credente: ‘Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò
che il Signore le ha detto ’ . (Lc 1,45). Con queste parole Elisabetta riconosce che Maria per prima e meglio di tutti ha saputo
accogliere e custodire la Parola fatta carne.
Questa accoglienza non è avvenuta in modo naturale, automatico, ma è maturata all’interno di un processo meditativo di cui
Luca fa intravedere il travaglio: Maria da parte sua custodiva
queste cose meditandole nel suo cuore (Lc 2,19).  Quindi si percepisce un momento di silenzio entro il quale avviene l’accoglienza di una Parola diversa e altra da quella che Maria si aspettava. Maria si è confrontata con un  ‘Altro’, i cui pensieri non sono esattamente simili ai nostri. Maria non ha compreso subito; ha dovuto invece riflettere in silenzio su parole ed eventi di cui non percepiva immediatamente il senso e la logica, come anche noi dobbiamo fare. Maria confrontava i fatti e gli eventi che aveva davanti a sé e che riguardavano il Figlio suo, con le Scritture che già conosceva, alla ricerca di luce, costruendo nessi e rapporti, magari a prima vista non evidenti, ma   tuttavia reali. Così facendo, Maria può veramente essere percepita ed essere realmente un modello esemplare, per ogni discepolo di ieri e di oggi, dunque anche per noi.

2. Maria e le sacre Scritture.
Maria ascolta, legge, si confronta con le Scritture non per erudizione, per un suo bisogno, per una fede ‘a modo mio’, ma per comprendere il senso della sua vita e del suo popolo. Ed ha accolto tutte le parole della Scrittura, anche quelle difficili e incomprensibili. Maria tiene aperta la domanda, non affretta una risposta facile, scontata, rassicurante.
Possiamo dire che in Maria troviamo una fede riflessiva e attenta, una fede progressiva che matura e si approfondisce fino all’esperienza pasquale’.

3. Dall’ascolto alla lode.
In sintesi possiamo ribadire l’importanza di un ascolto della Parola prolungato, attivo, che mantiene aperta una domanda, un’attesa di cui si aspetta il compimento.  Non bisogna in maniera troppo sbrigativa, concludere che per Maria tutto è stato facile, a motivo dei privilegi di grazie di cui lei avrebbe goduto. I vangeli invece ci rivelano una donna profondamente radicata nell’esperienza di fede del suo popolo che si nutre delle parole della Scrittura, al punto da saperle applicare a sé in maniera  fedele e insieme creativa.

 

Lanciarotta don Edmondo - parroco

 

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