La pastorale giovanile

La pastorale giovanile

1. SITUAZIONE
Nelle 5 parrocchie la situazione è molto diversificata. Particolare attenzione, poi, va data alla presenza dell'Oratorio Salesiano, Don Bosco, molto attivo in ambito giovanile poiché coinvolge giovani che provengono da più parrocchie.
L'Azione Cattolica è presente in 5 parrocchie: poco più di un centinaio gli aderenti all’ACR, circa 100 i giovanissimi di ACG, gli educatori e alcune coppie di giovani sposi e adulti. In questi ultimi tempi si sta tentando di avviare qualche forma di collaborazione.
Ci sono poi 4 gruppi di Scout AGESCI, composti da circa  350 ragazzi e giovani e una settantina di capi. Tra i gruppi Scout esiste una buona collaborazione.
L'Oratorio Don Bosco, con la proposta Amici di Domenico Savio (ADS), riunisce a cadenza quasi settimanale 350 ragazzi e giovani dalla  3a elementare  fin verso i 25 anni (170 sono delle medie).
Per i giovani ci sono pure proposte promosse da movimenti come Comunione e Liberazione e Operazione Matogrosso.
Altre attività che coinvolgono molti giovanissimi sono i GREST parrocchiali e la Proposta Estate Ragazzi (PER) dei salesiani. Non mancano proposte di servizio che coinvolgono alcuni giovanissimi come l'esperienza della Caritas diocesana “CHI È IL MIO PROSSIMO”.
La partecipazione agli incontri vicariali e diocesani andrebbe maggiormente valorizzata.
Dopo il catechismo delle medie continua un cammino di formazione cristiana per chi aderisce alle  associazioni o partecipa ad attività estive (GREST, PER, campi estivi).

2. ASPETTI POSITIVI
Positiva è la presenza di associazioni, che offrono cammini formativi strutturati anche dopo il catechismo e favoriscono la partecipazione ai sacramenti come la Messa domenicale e l'ascolto della Parola. L'Oratorio salesiano offre un ambiente complementare alla parrocchia dove i giovani si sentono accolti e spronati in itinerari specifici per le diverse età. La nostra realtà cittadina è, poi, ricca di iniziative e proposte rivolte ai giovani anche da parte di altre associazioni di volontariato e di aggregazione.
Dentro e accanto a questi cammini vi sono possibilità di servizio, dove i giovani possono mettersi in gioco, sperimentando la fiducia, l'autonomia e la responsabilità che cercano con le incertezze della loro età. I giovani sono portatori di energia, sentono il desiderio di stare insieme, di mettersi al lavoro per migliorare la realtà in cui vivono.

3. ASPETTI PROBLEMATICI
Rileviamo che i giovani che continuano a frequentare le attività in parrocchia sono soprattutto quelli sostenuti dalle famiglie. Tuttavia, in questi ultimi anni, assistiamo ad un calo di presenze e di impegno dei genitori nell’incoraggiare  i cammini di fede dei figli.
Dopo i 18 anni diventa più difficile trovare nei giovani disponibilità al servizio in parrocchia come educatori o in altri ambiti, perché impegnati nel lavoro stagionale o perché spesso sono lontani per tutta la settimana frequentando l'università anche in città lontane.
In particolare nei giovanissimi si riscontra una certa fatica nella continuità di presenza, distratti da molti altri impegni, per esempio quelli sportivi, che spesso si sovrappongono a quelli formativi.

4. PROSPETTIVE
In questo contesto cittadino le molteplici proposte di pastorale giovanile offerte dalle parrocchie, dai salesiani e dalle associazioni hanno bisogno di convergere in un unico obiettivo educativo nel cammino di fede condiviso, da declinare poi in forme diverse. La Collaborazione Pastorale potrebbe diventare uno strumento per realizzare questa unificazione di intenti e di proposte.
Vorremo educare i giovani a essere loro stessi i primi missionari verso gli altri giovani che non riusciamo a raggiungere con le nostre iniziative e non vediamo in parrocchia. Il desiderio comune che ci guida è la cura dei nostri giovani, mettendo insieme le ricchezze presenti nelle nostre comunità, nelle associazioni e nei movimenti.
Un altro ambito sul quale impegnarsi ci sembra debba essere quello della scuola, in particolare quella superiore, visto che nel nostro territorio si trova un significativo polo scolastico che coinvolge molti dei ragazzi che non frequentano le parrocchie.

5. Alcune domande da rivolgere al Vescovo

1. Come raggiungere i ragazzi e i giovani con percorsi di fede significativi e coinvolgenti, in cui intercettare i loro desideri e bisogni, soprattutto l’incontro personale con Dio?

2. Come educatori alla fede, ci interroghiamo su quali sono le reali competenze da maturare per accompagnare i giovani in questi nuovi cammini.

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