La pastorale della carità

La pastorale della carità

La carità è una dimensione della vita cristiana che viene vissuta in tutte le parrocchie, pur nella varietà dei percorsi e delle attività.

1. LA SITUAZIONE
La Caritas è presente nelle parrocchie del Duomo e di San Giuseppe. Negli ultimi tre anni si è costituita la Caritas cittadina, coinvolgendo tutte le parrocchie della Collaborazione Pastorale. Al gruppo, composto da 30 persone, collaborano alcune religiose. Collegata ai Consigli Pastorali e alla Caritas diocesana, promuove incontri di formazione e di coordinamento delle iniziative.
Dal 1932 a San Donà è presente la S. Vincenzo, che opera a favore di persone  in difficoltà con iniziative quali la “borsa spesa”, la visita domiciliare alle famiglie, il trasporto dei malati negli ospedali per le cure mediche .
Altro gruppo molto attivo in città è  il Masci, composto da adulti che provengono dall’Agesci; gestisce da anni un centro distribuzione di vestiti e di materiale usato per le esigenze domestiche.
Infine, tre anni fa è nata per volontà di un gruppo di laici, la Mensa Solidale: attualmente nei locali della parrocchia di S. Giuseppe, offre la cena ad una cinquantina di persone,

2. IL CONTESTO
La conoscenza di persone e famiglie che si trovano in situazioni difficili avviene in genere tramite il Centro di Ascolto, nato in occasione del Giubileo 2000. Anche i parroci segnalano alla Caritas le famiglie con situazioni critiche. Molto positiva è la collaborazione con la S. Vincenzo, con gli assistenti sociali, e il servizio “di rete” sembra dare buoni frutti, anche perché l’impegno di carità delle parrocchie porta a interagire con diversi soggetti: il Centro di Aiuto alla Vita, le Scuole dell’infanzia parrocchiali, gli Istituti Scolastici, l’Usl 10, il Sert, l’Acat, il Consultorio familiare, la neuropsichiatria, la Casa delle Associazioni che coinvolge gli stranieri del territorio, la Croce Rossa, le Forze dell’ordine.
Buone sono pure le relazioni con l’Amministrazione Comunale, sebbene vi sia una certa delega alle parrocchie per quanto riguarda l’ambito caritativo.
Le comunità cristiane vengono coinvolte con raccolta di offerte, collette e giornate di sensibilizzazione; ci si avvale anche dei bollettini parrocchiali o di avvisi dati in chiesa per poter coinvolgere un maggior numero di fedeli. Queste iniziative mostrano la buona generosità di tante persone.
Va ricordato, infine, l’impegno anche su questo ambito pastorale dell’Oratorio don Bosco.

3. LE ATTIVITA’
In alcune parrocchie ci si è attivati per adozioni a distanza, anche per il Sostegno a Vicinanza, cioè raccolte periodiche finalizzate per pagare utenze domestiche, affitti e spese mediche a famiglie bisognose.
Nel Centro di Ascolto, che coinvolge una quindicina di volontari, opera il servizio del microcredito. Altre forme di carità consistono nelle raccolte di generi alimentari, visita in famiglia a persone che vivono situazioni di disagio, di malattia e di disabilità. Sono poi attivati, in Casa Saretta, l’Accoglienza temporanea per mamme con figli piccoli e iniziative di integrazione sociale delle famiglie straniere; si tengono anche Corsi di italiano per immigrati e di economia domestica per donne straniere.

5. I CAMBIAMENTI
I cambiamenti più significativi in questi ultimi anni sono dovuti molto alla crisi economica che si è fatta sentire, soprattutto con la perdita di lavoro per italiani e stranieri. Per questi ultimi la situazione è molto più faticosa, perché spesso mancano dell’aiuto della famiglia di origine e si trovano soli.
E’ cresciuto di molto anche il problema sociale della ludopatia che porta non solo le persone giovani, ma anche tanti anziani, a sperperare i soldi sul gioco.

6. LE PROBLEMATICHE
Tra le problematiche emerge la poca sensibilità verso gli stranieri e la loro difficile integrazione; lo si avverte sia verso gli adulti che nei confronti dei bambini. Inoltre è difficile monitorare le reali situazioni di povertà vista la grande mobilità in città.
Si nota come per la gente sia più facile impegnarsi per la carità assistenziale che per la giustizia; è più facile “aiutare” (dare in termini concreti) gli altri che cambiare-convertire se stessi alla logica del Vangelo e all’amore del prossimo. Spesso la pastorale della carità nelle parrocchie è animata da un piccolo gruppo di persone; più impegnativo coinvolgere i molti che si ritrovano ogni domenica a celebrare l’Eucaristia. L’attenzione pedagogica in ordine alla carità, poi, deve crescere ancora molto.

7. PROPOSTE
Segnaliamo la necessità di un maggior coordinamento e formazione sia per gli operatori Caritas, che per i gruppi o associazioni impegnate nelle opere caritative presenti nel territorio. Sarebbe opportuno anche promuovere un progetto della Collaborazione cittadina che metta a fuoco l’impegno della Chiesa nel vivere l’amore al prossimo quale criterio di verifica della sua missione.

8. DOMANDE AL VESCOVO
• Come la comunità cristiana può aiutare i cristiani a dare visibilità alla loro fede con le opere di carità, superando il pericolo di una vita spirituale troppo intimista?
• Qual è l’identità propria della Caritas rispetto agli altri gruppi caritativi presenti nel territorio? 
• Come uscire da una mentalità di indifferenza, di individualismo e di paura verso chi è diverso?

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