La catechesi

La catechesi

1. Breve ricognizione.
Sono 1881 i ragazzi iscritti al catechismo nelle nostre parrocchie; di essi quasi la totalità frequenta regolarmente.
Due le difficoltà principali: la concomitanza, spesso la contemporaneità, con attività ricreative e sportive e la poca frequenza dei ragazzi e dei genitori alla Messa dominicale.
Da tre anni si è avviato un percorso catechistico di Collaborazione, per ora dalla 2a alla 4a elementare, che le catechiste reputano positivo; un po’ meno i genitori.
I catechisti della Collaborazione sono 159; quasi tutti donne con età media oltre i cinquant’anni. E’ difficoltoso reperire nuovi catechisti.  Per loro, in ogni parrocchia, sono programmati annualmente 3-4 incontri formativi unitari e incontri settimanali per singole classi di catechismo. Buona la frequenza dei catechisti al Corso di formazione vicariale. Quasi tutti seguono per l’itinerario di catechesi la Guida diocesana considerata, pur con qualche limite, ben fatta.
Per i genitori sono programmati, in ogni parrocchia, 3-4 incontri per singole classi. La partecipazione va dal 50 al 60%.

2. Efficacia della catechesi per la trasmissione della fede
Il numero ancora alto di iscritti al catechismo, oltre che segno di una consolidata tradizione e motivo pure di socializzazione, è una grandissima opportunità di formazione anche per i genitori, per far emergere in loro domande, magari ancora inespresse, circa la fede.
Per una maggior efficacia in ordine alla trasmissione della fede sarebbe opportuno un più vivo coordinamento tra le proposte formative presenti nelle parrocchie: la catechesi, i percorsi dell’ACR, degli Scout, dell’ADS e di altri gruppi, iniziative di sensibilizzazione missionaria e caritativa e di volontariato…
I tentativi di coinvolgere maggiormente i genitori (l’incontro settimanale, le celebrazioni liturgiche, momenti formativi specifici) si sono rivelati positivi, anche se ancora limitato è il numero dei partecipanti. Positivi si rivelano pure i tentativi in alcune parrocchie di incontri di catechesi con genitori e figli la domenica, compresa la partecipazione alla Messa, come pure l’animazione della Messa domenicale programmata per classi di catechismo.

3.Difficoltà e proposte  per una catechesi efficace
La tradizionale alleanza educativa tra famiglia, scuola, parrocchia oggi è venuta meno e dunque va ripensata. Ci sembra che il permanere della memoria e delle consuetudini religiose (anche l’iscrizione dei figli al catechismo spesso è una di queste), pur dentro una cultura sempre più laica e secolarizzata, se da una parte va comunque colta come una risorsa, dall’altra chiede alla catechesi proposte e metodologie nuovi, giacché buona parte dei bambini e dei ragazzi riceve la prima evangelizzazione solo al catechismo. Ciò interroga i catechisti sia sulla loro preparazione (competenza sui contenuti, sul metodo e sugli strumenti), sia sulla qualità della loro testimonianza (disponibilità  all’ascolto e passione nella relazione educativa e pazienza).
Positiva potrebbe essere una catechesi pluriennale che coinvolga contemporaneamente genitori e figli. Forse permetterebbe di superare l’idea di una catechesi ridotta al solo incontro settimanale; stimolerebbe la partecipazione come famiglie alla messa domenicale e di aiuterebbe a sottolineare il necessario legame tra fede e vita quotidiana.  

4.I contenuti della fede trasmessi
Difficili da comunicare sono la centralità di Gesù; l’Eucaristia e l’importanza della partecipazione alla Messa domenicale; la Trinità; la morte e risurrezione non solo di Gesù, ma per tutti i credenti in Cristo; la creazione ed il rapporto fede-scienza; la dimensione vocazionale della vita cristiana; una fede che non si fermi al miracolistico e al devozionismo.

Particolare difficoltà si trova pure nell’affrontare temi quali il male e il peccato. Ciò rende più difficile vivere la confessione che, nel caso dei ragazzi, forse andrebbe riveduta nella modalità.
La vita di Gesù (sempre a partire dai vangeli), la storia della salvezza (alcune pagine fondamentali dell’AT) e la testimonianza di figure significative di santi o di cristiani impegnati si rivelano invece strumenti efficaci per la trasmissione della fede e l’elaborazione dei contenuti della catechesi in quanto riescono a coinvolgere i ragazzi.

5.Scelte  da incoraggiare
• Accogliere i genitori e le famiglie con un dialogo aperto e fraterno.
• Promuovere percorsi per adulti di catechesi diversificati e paralleli a quella dei figli, già in occasione del battesimo dei figli.
• Mettere in rete le proposte educative presenti nella comunità cristiana, come le scuole per l’Infanzia parrocchiali, i gruppi, le  associazioni e i movimenti, gli insegnanti di religione, il mondo del volontariato e della carità…. 
• Comunicarsi, per una maggior condivisione tra parrocchie della Collaborazione Pastorale, le iniziative formative e di preghiera proposte nelle singole comunità.
• Proporre ai ragazzi iniziative concrete che li coinvolgano (iniziative di carità, servizio liturgico, partecipazione alla vita parrocchiale).
• Trovare modalità nuove, attraverso una sperimentazione  paziente e condivisa, sul modo di fare catechismo, coinvolgendo magari nuovi catechisti ed offrendo testimonianze di giovani.
• Far in modo che la catechesi tenga conto di tutte le dimensioni costitutive del ragazzo, perché diventi esperienza vissuta e non solo momento di trasmissione di contenuti.

6.Domande
1. Il Vangelo è sempre lo stesso, ma i tempi cambiano: in che modo la chiesa deve ‘cambiare’ per poter annunciare l’unico e medesimo vangelo di Gesù? Intuiamo qualcosa da Papa Francesco, ma poi sembra tutto finire lì.
2. Ci dicono che bisogna passare da una catechesi basata sui contenuti a quella esperienziale, ma poi si critica perché i ragazzi non conoscono i contenuti della fede: che fare?
3. Si parla di cristiani adulti nella fede, di cammini diversificati, di catecumenato, di incontri al matrimonio, al battesimo… e constatiamo che i catechisti calano di numero e crescono di età: qualcosa non funziona, oppure è sempre stato così?

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