Il Natale Del Signore: Il Dio-Con-Noi

Il Natale Del Signore: Il Dio-Con-Noi

Il Natale Del Signore: Il Dio-Con-Noi

L’irrompere della gioia.
Dopo una lunga attesa, dopo le profezie dei profeti, dopo la predicazione del Battista ‘voce di uno che grida nel deserto’, attraverso il ‘Si’ di Maria, il Verbo di Dio si è fatto carne in Gesù a Betlemme, in quella straordinaria silenziosa notte illuminata dallo splendore divino e riempita dal canto degli angeli: “Vi annunzio una grande gioia che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato un figlio, il Dio-con-noi”.
In questo annunzio ai pastori è condensato il mistero natalizio: è presente la lunga attesa del popolo, vi si canta la gioia dell’oggi in cui la salvezza promessa si realizza e vi si dischiude un nuovo orizzonte di rapporto tra Dio e l’uomo. E Maria riassume ed incarna la lunga attesa di Israele. E’ la vita, la strada sulla quale Gesù cammina, mette i piedi. Maria, serva, non principessa, non altezzosa e superba signora, ma serva. Vita che ritorna ad essere servizio divino: serva dei poveri, degli umili. Maria obbediente alla volontà di Dio diventa la prima dimora di Dio-con-noi.

Nella notte dell’Amore.
Questa notte di Natale ha un fascino senza pari: commozione, sentimenti, ricordi, affetti, sensazioni …ci afferrano tanto da farci intuire che siamo davanti ad un avvenimento che ha cambiato le sorti del mondo. E’ una notizia strepitosa, incredibilmente bella e inaudita: “Dio si è fatto uomo” nel Bambino di Betlemme. E’ il Figlio dell’Eterno Padre e figlio di Maria. E’ avvolto in fasce e regge il mondo, è posto in una mangiatoia e tiene le sorti dell’umanità, è rivestito di umiltà e povertà ed è immortale ed eterno. Il Dio invisibile ed irraggiungibile si fa visibile e raggiungibile nel bambino, il Dio altissimo si fa meravigliosamente vicino nel bambino di Betlemme. In questo bambino si incontrano Dio e l’uomo: stupendo incontro, che rende l’umanità finalmente una ‘terra sposata’, abitata dalla presenza di Dio. Questo bambino è l’incontro di due itinerari: quello di Dio, che da sempre ha cercato e desiderato e atteso l’uomo ed ha trovato in Maria, la creatura disponibile, piena di grazia, umile serva come dimora accogliente; e quello dell’uomo, che, attraverso vie tortuose da sempre desidera gioia e pace e felicità. Il Bambino di Betlemme è il frutto dell’amore del Padre per l’umanità: “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il Figlio suo…”. Questo Bambino resta per sempre il segno più
sconvolgente dell’amore di Dio per l’uomo. Allora, l’uomo, assunto dal Bambino di Betlemme, è ormai inseparabile da Dio, perché nel Bambino di Betlemme possiamo scoprire il volto umano di Dio, in modo da poter scoprire in ogni nostro fratello il volto divino del Signore. Nel Natale ogni uomo ha la possibilità di divenire, nel Figlio, figlio di Dio, e così Natale non è solo la sua nascita ma anche la nostra nascita con Lui da Dio.

Da accogliere e contemplare.
E i pastori dopo aver appreso quell’annuncio vanno, vedono, lodano Dio e ne parlano. Così anche per noi. Il Natale vuol risvegliare in noi la capacità di ‘vedere’ anche nelle piccole cose quotidiane, umili e nascoste, l’azione di Dio che sempre ci viene incontro, ci dona la salvezza e ci invita a entrare nella storia che egli sta facendo. Il Natale introduce il lieto annuncio di salvezza che ci è donato e che supera ogni nostro fallimento e ogni nostra attesa, perché nel Bambino di Betlemme, nella vita e nella storia di Gesù noi riconosciamo Dio che viene a con-dividere la nostra esistenza terrena orientandone il senso al di là dell’immediato, verso il senso ultimo e definitivo della storia.
Allora, la salvezza è dono interiorizzato, che cambia l’uomo e lo trasforma in ‘figlio di Dio’, e unisce così profondamente la nostra povertà umana a Dio, da riempirla tutta e farne strumento della grazia e della potenza divina. “Meraviglioso scambio. Il Creatore del genere umano ha preso un’anima e un corpo, è nato dalla Vergine. Fattosi uomo senza opera d’uomo, ci ha donato la sua divinità” (Liturgia).
E così nella festa del Natale siamo ricondotti al cuore e al vertice della salvezza: la discesa di Dio per l’ascesa dell’uomo. Discesa sua , per puro amore e compiacenza; ascesa nostra, per suo dono e per nostra libera e continua risposta alla Grazia. Infatti la divinizzazione dell’uomo, non è meccanica, un dono dall’esterno che risolve soluzioni insolubili lasciando passivi l’uomo, ma un lento e progressivo ‘diventar Dio’ con la forza di Dio, fino alla totale pienezza della Gloria.

Con Maria.
E la Vergine-Madre è pienamente immersa in questa Gloria, in questo mistero di comunione con la totalità della sua vita e delle sue azioni: ovunque l’umanità di Cristo, sacramento di salvezza, è fonte di vita, ivi è Maria che gli ha dato la carne: ivi è iscritta la sua figura di Vergine e la sua azione di Madre. Così Figlio e Madre sono intimamente congiunti e celebrati insieme.
Inoltre, questa Madre del Figlio di Dio ci rigenera a figli di Dio: Capo e membra nascono dalla sua responsabile maternità, divina e pienamente umana; Madre impegnata a rivelare il Figlio e a portare tutti al Figlio; Madre sollecita di tutti gli uomini, perché siano riconciliati col Padre e diventino ‘uno’ in Cristo; Madre-discepola che traccia la strada della ‘sequela di Gesù Cristo’ ad ogni discepolo.

don Edmondo Lanciarotta - parroco

 

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