Dai Consigli pastorali parrocchiali

Dai Consigli pastorali parrocchiali

1. Situazione

Tutte le parrocchie hanno il Consiglio Pastorale, rinnovato negli anni 2013/2014. E’ composto da sacerdoti e diaconi, da delegati dei religiosi, da rappresentanti dei gruppi operanti in parrocchia, e integrati con membri eletti dalla comunità parrocchiale.
Qualche CPP ha buona presenza di giovani; in tutti la partecipazione è fedele e impegnata, l’affiatamento buono, lo scambio di opinioni franco e amichevole.
I CPP sono presieduti dai Parroci e coordinati dalle Segreterie.
Gli ambiti di riflessione concernono la vita e le esigenze della Comunità locale (avendo rapporti anche con Amministrazione Comunale e Caritas) orientando di conseguenza le scelte pastorali; l’approfondimento dei temi diocesani; la riflessione sui documenti Conciliari; l’attenzione alla povertà, sia locale che lontana; la realizzazione di incontri aperti alla Comunità; l’attenzione ad aspetti culturali.
Le difficoltà sono soprattutto in relazione al coinvolgimento dei fedeli della parrocchia, in modo che sia vissuta da loro con una appartenenza più consapevole, amandola e sentendola “casa propria”.

2. Cammino

Occasioni di discernimento preziose per una conversione pastorale sono stati promossi grazie alle schede/suggerimenti diocesani e alle Lettere del Vescovo (importanti le riflessioni sul Battesimo, sulla crescita della Fede, sulla formazione cristiana degli adulti).
Al discernimento contribuiscono pure alcuni momenti di preghiera comunitaria, promossi da tempo e assai seguiti, quali ad esempio appuntamenti di preghiera comunitaria nei tempi di Avvento e Quaresima o la preparazione alla festa patronale.
Ci sono inoltre gruppi di preghiera che si riuniscono regolarmente e l’opportunità di lectio divina serale (a S. Giuseppe e a Mussetta), anche se ancora sono pochi i partecipanti. Il Duomo e S.Pio X hanno realizzato incontri di CPP “allargato”, talora dedicando anche un tempo alla meditazione della Parola e al raccoglimento.

3. Preoccupazioni e desideri

La prima preoccupazione è rivolta alle famiglie (giovani e non), che rivelano evidenti difficoltà e incapacità, e a volte disinteresse, per la trasmissione della fede ai figli e, prima ancora, una sorta di disattenzione o sottovalutazione per la propria vita spirituale, alla quale viene dedicato un tempo solo residuale. Di qui anche la disaffezione per la partecipazione alla Messa domenicale e la scarsa presenza di bambini, ragazzi e giovani (partecipano quasi esclusivamente i membri di gruppi e associazioni quali l’AC, gli Scout, l’ADS). Alle mancanze della famiglia e alle difficoltà dei giovani tentano di sopperire gli educatori delle parrocchie (catechisti, animatori, ecc.), che affidano all’azione dello Spirito Santo ogni iniziativa e la loro stessa testimonianza. Per le coppie di sposi molto positiva risulta la proposta diocesana a Piani di Luzza. Ci si interroga però sulla necessità che sia offerta alle famiglie e ai giovani una proposta cristiana coraggiosa, più “radicale” e coerente, che ridesti entusiasmo.
Il desiderio e sogno comune sono che tutti riescano a vedere nelle parrocchie una luce, a sentirle come “casa propria”, punti di riferimento, sentendosi accolti e coinvolti.

4. Collaborazione Pastorale

L’obiettivo dell’istituzione della Collaborazione Pastorale ha incontrato sostanziale adesione di tutti i CPP, ognuno dei quali all’interno dell’Equipe ha propri rappresentanti che informano dei progressi e delle iniziative ad essa finalizzati. Calvecchia e Fiorentina vivono già l’esperienza del collaborare perché unite dal 1998. Hanno in comune CPP e CPAE; positiva è pure la gestione unitaria di molte iniziative (Asilo e Oratorio polivalente). Anche Mussetta ha due chiese e condivide l’opportunità che, grazie alla Collaborazione, vi sia un unico progetto di evangelizzazione.

Comunque le parrocchie della nuova Collaborazione Pastorale sono grosse comunità parrocchiali, in sé strutturate ed organizzate, e per questo faticano un po’ a realizzare concretamente lo spirito della Collaborazione, anche se resta da ricordare che si tratta pur sempre di parrocchie della stessa città e che i fedeli hanno di fatto già positivamente sperimentato di appartenere ad un’unica famiglia allargata.
Il timore che la gestione in Collaborazione possa condurre ad una moltiplicazione di iniziative, con sovraccarico di impegni e problemi, si supera se consapevoli che proprio la gestione condivisa permetterà di non disperdersi in iniziative parallele, ma di concentrare gli sforzi su singoli ambiti pastorali destinati unitariamente alla comunità della Collaborazione.

5. Pastorale nella Collaborazione

Gli ambiti di pastorale già promossi in forma collaborativa riguardano la pastorale giovanile (campi scuola estivi; incontri di formazione per animatori dei Grest parrocchiali e della PER dell’Oratorio Don Bosco); la Caritas (costituzione dell’equipe della Caritas cittadina che raccorda quelle parrocchiali); la catechesi (utilizzo comune delle guide diocesane e dell’itinerario catechistico; progressiva attuazione, per classi, di un unico gruppo di catechiste di Collaborazione con programmazione unificata), la liturgia (processione Eucaristica comune del Corpus Domini; processione della Madonna del Colera; Veglia di Pentecoste con i ragazzi cresimati; preghiera per i defunti il I Novembre; unione dei cori parrocchiali in occasioni straordinarie).
Si è cercato, pure, tra i diversi CPP di dar vita alla programmazione comune di alcuni appuntamenti. Anche i sacerdoti si ritrovano quasi una volta alla settimana per l’ascolto del Vangelo e il pranzo in comune.
Tra le iniziative nuove di annuncio del Vangelo si è avuta l’esperienza positiva del corso “Nuova Vita”.

6. Integrazione sulla liturgia

I momenti celebrativi comuni sono quelli poco sopra citati.
Esistono ancora diversità tra le cinque parrocchie sull’età di celebrazione dei Sacramenti (Prima Comunione e Cresima), ma si sta andando verso una scelta comune.
La valutazione della vita liturgica e del coinvolgimento e partecipazione dei fedeli è sostanzialmente positiva: esistono dei gruppi liturgici; ci si impegna a curare il canto grazie al servizio dei diversi cori, la proclamazione della Parola con gruppi di lettori ben organizzati. E’ impegno di tutte le comunità parrocchiali assicurare una adeguata animazione delle celebrazioni eucaristiche.

7. Domande

• Come stanno funzionando le Collaborazioni già istituite in situazioni simili alla nostra?

• Collaborazioni Pastorali: solo una necessità legata alle contingenze dei tempi o una nuova opportunità di Chiesa?

• Come affrontare in Parrocchia e Collaborazione il fenomeno dei migranti?

• E’ possibile pensare ad una condivisione dei progetti anche sotto il profilo economico?

• Con quale atteggiamento concreto dovrebbero porsi le nostre comunità parrocchiali di fronte ai delicati temi delle famiglie “ferite” e dei giovani che rinviano la scelta matrimoniale, atteso anche quanto espresso ai punti n.60 e n.65 dell’“Instrumentum laboris” della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi su “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”?

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